Cronaca

Politica Centro commerciale

A giugno 2017 dovrebbe essere inaugurato il nuovo centro commerciale di Valle Aurelia, nonostante l’attuale situazione del cantiere lasci immaginare che i tempi di costruzione saranno ben più ampi. Data la reazione positiva del nostro corpo studentesco alla notizia della futura apertura, il nostro giornale ha deciso di porre l’attenzione sui problemi che si verranno a riscontrare nel quartiere di Valle Aurelia dopo l’apertura del centro. Quest’ultimo sarà a pochi passi dalla nostra succursale di via Stampini, lasciandoci presupporre che gli stessi problemi  interesseranno non soltanto il quartiere ma anche noi studenti, seppur parzialmente. Contattando il collettivo autorganizzato che dal 2004 si riunisce nello spazio sociale Ex51  abbiamo, quindi, raccolto informazioni riguardo le principali criticità che si riscontreranno nella vita del quartiere.

In conseguenza della costruzione del centro commerciale, le case della zona acquisteranno valore aggiuntivo, il che risulterà tanto positivo per i proprietari delle case stesse, quanto negativo per coloro che vi abitano attualmente come affittuari. Gravi saranno i problemi, soprattutto per le famiglie che attualmente abitano le case popolari, numerosissime nel quartiere di Valle Aurelia. Se per un immobile ATER, infatti, l’affitto medio non supera i 200/300 euro mensili, l’aumento di valore dell’intero quartiere causerà anche un aumento di questi prezzi.

Un altro problema sorgerà nell’eventualità di una cartolarizzazione, ossia un processo burocratico che prevede la vendita a privati di quelle che precedentemente erano case popolari, sottraendogli così la loro funzione sociale. Gli inquilini degli immobili soggetti a cartolarizzazione sono tutelati sia da un diritto di prenotazione, che gli garantisce di essere i primi ai quali venga posta l’offerta di comprare l’immobile, sia dalla possibilità di agevolazioni sul prezzo di vendita. Dal momento che, però, l’intera zona di Valle Aurelia subirà un forte aumento di valore dopo l’apertura del centro commerciale, in caso di cartolarizzazione degli immobili ATER, il prezzo di vendita sarà sensibilmente più alto, costringendo le famiglie meno abbienti a vedersi sottratta la possibilità di comprare l’immobile.

Un altro grande problema che il centro commerciale porterà interesserà il piano lavorativo. Molti saranno, infatti, i posti di lavoro offerti dall’apertura del centro, ma molte di più saranno le piccole attività fra Boccea e Prati che saranno costrette a chiudere, non potendo competere con un gigante quale sarà il centro.

Entrambi questi punti sono ormai irrisolvibili dalle associazioni e centri sociali che contrastano l’apertura del centro, che ormai possono unicamente limitarsi ad informare il più possibile la popolazione del quartiere riguardo i rischi ai quali va incontro.

Vi sono, però, alcune problematiche future che possono ancora essere evitate, attraverso l’impegno e la partecipazione del quartiere e delle associazioni che intendono salvaguardarlo: ad esempio la grande problematica riguardante la viabilità. Già si può notare come le strade che circondano il cantiere siano state sensibilmente ristrette, bloccando il traffico della zona. In futuro, inoltre, sia via di Valle Aurelia, sia viale di Valle Aurelia, diventeranno strade a doppio senso di marcia, sottraendo spazi ai parcheggi e causando un blocco del traffico del quale risentiranno non solamente le zone vicine al centro commerciale, ma anche numerosi fra i quartieri che sono attorno. Il forte aumento del traffico causerà automaticamente un aumento dell’inquinamento della zona, mettendo a rischio la salute collettiva.

A tal proposito lo spazio sociale Ex51 ha presentato una protesta di viabilità protocollata al municipio proponendo l’accesso al centro commerciale unicamente dall’Olimpica e non dal quartiere, con la speranza di poter, seppur parzialmente, salvaguardare la zona. Alla protesta, però, non è ancora stata fornita una risposta.

Altro punto su cui soffermarsi è la salvaguardia della fornace Veschi, attorno alla quale sorgerà un edificio che, da quanto dicono i progetti, sarà di proprietà del comune, edificio per il quale, però, non sembra essere previsto l’allaccio né alla rete elettrica, né al gas. Ad oggi l’obiettivo dei collettivi e delle associazioni è garantire la valorizzazione e la salvaguardia della fornace ed impedire che anche quest’ultimo edificio attorno ad essa cada nelle mani di privati.

L’ultima delle numerose problematiche causate dall’apertura del centro commerciale riguarda la situazione idrogeologica del quartiere. Nel sottosuolo di Valle Aurelia vi è una falda acquifera sulla quale pesano già una ferrovia e la linea della metro A. Attualmente lo schiacciamento e spostamento della falda causa frequenti allagamenti in caso di piogge, anche lievi. Il centro commerciale con i suoi due piani interrati di parcheggi rischierà di pesare ulteriormente sulla medesima falda, causando nuovi e ancor più gravi problemi all’intero quartiere. Per questo sono richieste delle garanzie dal municipio riguardo la futura messa in sicurezza della falda.

La speranza  a questo punto è riposta nella partecipazione attiva della cittadinanza, in primo luogo di noi giovani.

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