Inchiesta

INCHIESTA MAROI, L’INTERVISTA ALLA PRESIDE

 

In questa vicenda, tanti a prender parola; regina dei coinvolti, la nostra Preside: Cristina Battezzati.

Nothus l’ha intervistata per la prima volta.

 

Può offrirci il suo punto di vista sulla vicenda? O meglio, ci racconti come sono andate le cose. Dagli open day al consiglio d’istituto, un quadro generale.

“vi rispondo con gli stessi dati che ho già mostrato al collegio dei docenti Quest’anno – spiega la Preside– le domande d’iscrizione al classico sono state 442, una quantità infinita –commenta-. Dal consiglio d’istituto dello scorso anno scolastico 2016/2017 erano stati deliberati dei criteri da utilizzare in caso di una sovrabbondanza di iscrizioni, – ci mostra un foglio, è quello sull’orientamento d’ingresso L.A.Seneca – Abbiamo messo: precedenza alunni con disabilità certificata, alunni che hanno fratelli o sorelle frequentanti l’istituto, poi alunni residenti nel municipio della scuola (il XIII), precedenza agli alunni con genitori che lavorano nelle vicinanze, e, alla fine, precedenza agli alunni residenti nel raggio di 10 Km. Tolti i primi due punti, in caso di parità, si sarebbe fatto per sorteggio. La regione Lazio (sapete che tutto il territorio è organizzato dalla regione) ha posto come numero minimo di studenti necessari 600 alunni, se un liceo non arriva a 600, viene accorpato; mentre ha posto come limite massimo 1200 alunni, con una media regionale di circa 900 alunni. Noi siamo un istituto di circa 1600 ragazzi, quasi 150 docenti in tutto, 35 dipendenti amministrativi; insomma, una “popolazione impegnativa”-commenta la Preside-. Capite bene che una richiesta di allargamento non verrebbe mai accettata; semmai – aggiunge con una pacata risata– ci dividono.”

Ma tutto ciò da quest’anno? L’anno scorso era stata formata una nuova sezione, la 1C.

“la 1C era stata formata proprio perché dispiaceva lasciare a casa dei ragazzi; ma lo spazio evidentemente non c’era, perché effettivamente è stata utilizzata la sala dei professori, che si sono dovuti trasferire prima in corridoio poi in laboratorio; una soluzione per un anno –aggiunge-. Si era proposta la turnazione; ma permettendo di aggiungere un’altra prima al classico con la turnazione, avremmo dovuto farlo anche per tutte e tre gli indirizzi; ma questo è stato tutto dibattuto in consiglio, non è che lo dico io. Tutto ciò era infattibile, specialmente considerando i frequenti spostamenti che avrebbe comportato un ambiente affollato e spazioso. Può essere pericoloso. Era stata portata come esempio di esperienza il Talete, che non sapevo, ma adotta questo metodo; i vostri colleghi del Talete non sono contenti di questo cambiamento perché lo trovano dispersivo. Questo procedimento è previsto quando un istituto manca di iscrizioni, ma un istituto che sta scoppiando ed è ormai sovraffollato, che senso ha sovraffollarlo ancora di più, mettendo rischio sicurezza e scorrevolezza della didattica?”

E invece per quanto riguarda la proposta di richiedere aule alla preside dell’Einaudi? Che ha numerose aule vuote al secondo piano

“Allora, questa è un altro punto. La preside dell’Einaudi ha ottenuto dalla provincia l’ottenimento di due nuovi indirizzi: grafico e, mi sembra, corrispondenza internazionale, di carattere linguistico. Dovete sapere che quando una preside ottiene nuovi indirizzi, deve come prima cosa assicurare un minimo di iscrizioni, oltre che la disponibilità di aule per cinque anni. Quindi, la preside dell’Einaudi non può dare delle aule a noi; è vero che quelle di Maroi sono vuote (o almeno parzialmente) ma lei intende riempirle con queste due nuove sperimentazioni. Poi, se queste sperimentazioni risultano fallimentari vengono interrotte, ma per ora è così.”

“E’ normale che ognuno difenda le proprie esigenze e i ragazzi del proprio istituto, e almeno per ora la dirigente dell’Einaudi ha pensato per i suoi ragazzi altre strade. Quindi abbiamo uno spazio oltre il quale non possiamo andare, ma nessuno. La situazione così com’è rimane fissa, almeno che all’interno dei singoli indirizzi non ci siano delle flessioni di iscrizioni.”

Perché si è deciso di scartare la proposta di chiedere aule al linguistico?

“E’ pericoloso dal punto di vista della conservazione dei posti di lavoro. Se tolgo classi al linguistico posso preservare cattedre trasversali a tutti gli indirizzi (quali matematica e lettere): difatti ai docenti vengono riassegnate le ore in base al loro posto in graduatoria. Ma le ore che non sono trasversali (spagnolo, tedesco, francese e cinese) perdono il posto. Io, per legge, non posso far perdere un posto di lavoro. Preservarli è il mio primo dovere. Facendo uscire tanti alunni quanti ne entrano, l’organico rimane uguale e non cambiano gli equilibri di ore. C’è solo qualche piccola discrepanza fisiologica”, spiega la preside, riferendosi ai nuovi studenti che vengono o ai ragazzi che decidono di andarsene soprattutto nel passaggio dal biennio al triennio.”

A questo punto la dirigente comincia a sfogliare il verbale, finché non giunge alle delibere del consiglio dell’8 febbraio e legge:

“Dopo ampio confronto il presidente chiede di deliberare quanto segue: le domande d’iscrizione, seguendo i criteri di precedenza enunciati e pubblicizzati, vanno accettate per formare classi prime in base al numero delle classi quinte uscenti come da delibera del consiglio d’istituto nella seduta del 19 dicembre 2016, quella che ha stabilito i criteri: il numero di 7 prime per il liceo linguistico, 3 prime per il liceo scientifico e 2 prime per il liceo classico. Si procede a votazione nominale e il consiglio approva la proposta a maggioranza con 10 voti favorevoli e 3 contrari. A votare erano in 13, il numero legale c’era, e così sono andati i fatti.”

L’anno scorso, quando si è detto che si poteva formare la sezione C, si era detto che questo processo avrebbe avuto un seguito?

“No. Lo sapevano perfettamente che non ci sarebbe stato un seguito. L’Einauidi era nella stessa situazione di adesso, io ho detto di dare queste indicazioni prima dell’open day, non altre, non di dire che c’era sicuramente la possibilità d’iscrivere la terza classe. Ci sarebbe stata se ci fosse stata una flessione da altre parti. Se ci fossero state meno iscrizioni al linguistico si sarebbero formate 6 prime e la settima classe sarebbe stata data all’indirizzo che in quel momento aveva più iscrizioni (che veniva in qualche modo premiata).”

La dirigente previene le nostre domande dicendo che spesso le è stato chiesto perché sono state stabilite classi formate da 25 alunni. Risponde a chi le ha sottoposto la questione dicendo:

“Noi abbiamo un obbligo: tenere conto del tasso di ripetenza. I ragazzi di prima, che non riescono ad arrivare in seconda, devono sapere di avere un posto nella classe prima che si sta formando.

Così si procede con uno studio statistico di quanti ragazzi, negli anni, sono stati bocciati nelle classi prime di ogni indirizzo e si calcola un minimo margine.

Nel classico i bocciati sono meno tant’è vero che abbiamo preso un margine più ristretto, a volte al classico abbiamo accettato 26 alunni, anche 27 sperando non ci fossero troppi bocciati.

Se i ripetenti non ci sono, quei posti sono liberi, quindi i primi dei non ammessi scalano e vengono ammessi. In questo modo, se, nella peggiore delle ipostesi, molti alunni non vengono promossi, ci sono posti dove collocarli. Ecco perché non sono state fatte classi di 30 alunni.

Da qui a giugno-luglio, poi, posso esserci cambiamenti fisiologici: può essere che chi è rientrato nella rosa degli ammessi cambi idea, che cambi scuola, che venga bocciato, che i genitori si trasferiscano,…

Dunque si possono sempre liberare dei posti.

In definitiva avremmo potuto fare 16 prime, ma abbiamo dovuto rinunciare a 4 classi prime.”

I ragazzi respinti sono stati ricollocati?

polemica, iscrizioni e futuro dei giovani ragazzi; questo e molto altro la prossima settimana.

Tutto verrà chiarito.

 

Andrea Calà, Arianna Perugini, Valentina Anselmi

 

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