Inchiesta

INCHIESTA MAROI, LA PARTE FINALE DELL’INTERVISTA ALLA PRESIDE

Finalmente, come promesso, ecco la parte conclusiva dell’intervista alla preside. Se ti sei perso la prima parte, clicca qui 

 

Scorrendo con il cursore, in fondo alla pagina, è possibile trovare il pdf dell’intervista integrale.

 

Sì, sono stati tutti iscritti in scuole pubbliche. Chi chiedeva il classico è andato al classico, al Manara o al Visconti; chi ha fatto la seconda scelta è stato accontentato; chi non l’ha fatta, male per lui (è andato dove c’era posto); i ragazzi dello scientifico sono andati al Torricelli o al Malpichi; gli studenti del linguistico sono andati al Montale o al Gassman.

Tutti i ragazzi sono stati ricollocati, non è vero che sono in giro a vagare senza meta. Non stanno qui, ma sono in un’altra scuola. Il fatto che volessero essere qui, è un altro discorso: purtroppo, non rispondono a questi criteri.

I criteri possono essere considerati validi o meno ma ci vogliono: ognuno ce li ha in base alla propria situazione e alla propria visione.” detto ciò, la preside fornisce alcuni esempi spiegando che alcune scuole hanno scelto come criterio il cap, altre la scuola media di provenienza.

È stata mai realmente presa in considerazione la scissione del liceo classico in un liceo a sé per poter ampliarne le classi e aumentarne il numero di alunni?

Questo genere di decisioni non è di competenza della scuola, ma dell’ufficio scolastico regionale o della regione. Inoltre non è mai successo e trovo anche molto triste che un pezzo di scuola se ne voglia andare. Noi non siamo tre licei, noi siamo un solo liceo che si chiama Istituto d’Istruzione Superiore via Albergotti, bruttissimo” commenta scherzosamente ”sono d’accordo, perché chiamarsi come una strada non è il massimo. Noi sappiamo di essere il Seneca da tantissimi anni, siamo tutti il Seneca, non c’è un Seneca più Seneca di un altro. Quindi il desiderio di staccarsi non si è mai verificato”

Di solito queste divisioni vengono stabilite per ridistribuzioni territoriale decise a livello regionale. Ogni anno si riuniscono i dirigenti con gli uffici scolastici, regionali e provinciali e si stabilisce chi si deve accorpare, chi ingrandire, chi rimpicciolire. Volersene andare per ampliarsi non è poi così sicuro-” aggiunge. “Un istituto non è fatto solo da docenti e alunni, è fatto anche da tutto il resto: organizzazione, amministrazione, modalità di gestione degli eventi, obbiettivi. Quindi se un nucleo piccolino si vuole allontanare, non sa dove va a finire, entra in un altro istituto perché da solo non può stare.

I docenti, invece, in base alla graduatoria della propria scuola e della scuola che li riceve, entrano in una scuola nuova, già organizzata. Loro poi cosa trovano? Può darsi che sia un ambiente accogliente e gradevole, potrebbe non esserlo, potrebbero avere cura di loro, potrebbero non averne.”.

 

Quando sono state pubblicate le iscrizioni?

 “Il numero degli alunni non era ancora definitivo al giorno del termine delle iscrizioni perciò due giorni dopo, durante il consiglio d’istituto, abbiamo deciso di accettare solamente i ragazzi che corrispondono ai criteri citati in precedenza in quanto le iscrizioni erano circa 440, ma tutto entro i limiti dei giorni stabiliti dallo stato.

Successivamente sono state affisse le graduatorie nell’atrio della scuola per 5 giorni consecutivi in modo tale che i genitori potessero controllare se ci fossero errori di inserimento -(nome sbagliato della via di casa, posto di lavoro errato ecc…)- ma assolutamente non contestare le precedenze che sono stabilite e deliberate dal consiglio d’istituto, ma, come ho detto in precedenza, non sono state sforate le date previste tanto che tutti i ragazzi non ammessi hanno avuto il tempo per iscriversi in un altro istituto, nessuno è rimasto escluso.”

 

I ragazzi, quindi, non hanno avuto problemi nel trovare un’altra scuola pronti ad accoglierli

“Assolutamente no, tutti sono stati indirizzati in altri licei, con l’unico problema che non fosse il Seneca, ma nessuno dei ragazzi è rimasto a spasso come è stato detto da molti giornalisti.

Non bisogna confondere il diritto all’istruzione con il diritto di andare proprio nella scuola scelta vicino casa che non si può assicurare a nessuno, certo, il comune e la provincia potrebbero costruire nuove scuole la dove mancano ma non parte dalla singola scuola.”

 

Il liceo classico di Maroi è l’unico nel nostro distretto, questo potrebbe influenzare sulla scelta della scuola

“Sul nostro  territorio vi sono altri licei come il Montale e il Manara che sono facilmente raggiungibili”

 

Alcuni ragazzi hanno cambiato indirizzo dopo non essere stati accettati al Seneca?

“Che io sappia no, tutti gli studenti sono stati ricollegati in licei classici”

 

Cosa ne pensa della polemica che si è venuta a creare dopo l’accaduto?

 “Trovo normale una cosa del genere, non è facile né non accettare i ragazzi nella proprio scuola né essere rifiutati quindi capisco benissimo il punto di vista delle famiglie che possono avere sia torto sia ragione in quanto le loro aspettative sono rimaste deluse.

Non capisco come possa esserci stata questa forte mancanza di comunicazione, io ho dato tutte le informazioni necessarie che evidentemente non sono state rispettate ma non posso entrare nei meccanismi di ognuno, io il mio lavoro l’ho fatto.”

 

Intervista Preside completa.output

 

 Andrea Calà, Arianna Perugini, Valentina Anselmi

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